Una immaginazione ricca di immagini fatte di parole
Già lo scorso anno abbiamo giocato con le immagini fatte con le parole: le metafore. Ora con La Gatta Cenerentola di Basile ne abbiamo fatto una scorta incredibile. Ecco quelle che ci sono piaciute di più: "messole un vespone nell'orecchio" (oggi noi diciamo messo una pulce nell'orecchio) "accecata dal diavolo" (non vede più le cose come si dovrebbe ma solo con gli occhi della cattiveria) "come le ciliegine di questi occhi" (le pupille degli occhi) "spezzò la parola in bocca" (mi ha interrotto mentre parlavo) "Io firmo, tu scrivi" (siamo complici) "il pane ti verrà bianco come i fiori" (tutto andrà benissimo) "tanto tirò di piatto che colpì di punta" (tanto face che alla fine ci riuscì) e la più bella per molti di noi "è pazzo chi contrasta le stelle" (è pazzo chi combatte contro il suo destino)
Grazie alle riflessioni sui passati di Cenerentola a Fede è venuta l'idea di immaginare l'imperfetto come bolle di sapone che viaggiano tra i passati e il futuro. Eccola rifatta con Paint:
La lettura della fiaba vista con gli occhi di una delle sorellastre ci ha "aperto gli occhi" e ci ha permesso di giocare a scoprire i tempi della storia.
Nella nuova visione della storia abbiamo cercato tutte le parole che erano "indizi del tempo" passato, presente e futuro. Con grande sorpresa abbiamo scoperto tantissimi passati e lo stesso numero di presenti e futuri! Allora ci siamo incuriositi e abbiamo approfondito la faccenda. Abbiamo scoperto così che i passati che avevamo scoperto avevano delle cose in comune: alcuni finivano sempre in AVO, AVANO o simili, altri con ARONO, O', A'.... altri erano formati da due parole tipo "ha perduto" e .... altri ancora era come se misurassero il tempo come "sette mesi fa", "a quel punto", "successivamente", .... Questi ultimi però erano diversi dai primi tre perché quelli erano VERBI e ne eravamo sicuri infatti ci dicevano cosa stava succedendo, cosa doveva andare in scena...ma questi? La maestra ci ha detto che si chiamano AVVERBI. Noi abbiamo notato che facevano capire meglio cosa voleva che succedesse il verbo, qualcuno di noi ha detto che "arricchiscono il verbo di informazioni"....mah! vedremo. La maestra ci ha detto che dobbiamo accontentarci per ora di sapere solo che si chiamano così e di quello che abbiamo scoperto, poi l'anno prossimo approfondiremo. Comunque eliminando gli avverbi abbiamo provato a ragionare sui verbi al passato e abbiamo scoperto che c'è:
un passato lontanissimo (qualcosa che è accaduto tantissimo tempo fa)
un passato vicino o abbastanza vicino (qualcosa che è accaduto poco tempo fa)
un passato stranoanzi come dice Khalid un passato che sembra indefinito (qualcosa che dura e non si sa se è davvero finito)
Abbiamo poi saputo che hanno nomi diversi: passato remoto, passato prossimo e imperfetto. Ecco la nostra tabella sul quaderno
Cenerentola ci invita a riflettere Cosa vuole dirci questa fiaba?
Scrittura e correzione collettiva condivisa: dai temi, dai pensieri sui vari personaggi, alle metafore, al testo (per fortuna la maestra ci fa da segretaria e noi siamo liberi di pensare e correggere!) Pensando a Cenerentola ci viene in mente:
un viaggio alla cieca
una valigia pesante da portare
una vita che le ruba tutto
non ha più genitori, serenità
conserva stretto stretto come un cestini pieno di ricordi belli che l'aiutano ad affrontare le cose brutte di tutti i giorni
porta con sé sofferenza, pericolo, tristezza, infelicità, ....
è costretta a iniziare una vita inaspettata
vuole l'amore, la serenità che ha perduto, l'amicizia, la gentilezza
ha una grande pazienza
non vuole essere usata
vuole una vita diversa
non vuole più subire ingiustizie
E alla fine il nostro testo (dalla lavagna poi verrà trascritto al pc da uno di noi)
ripensiamo insieme a Cenerentola così come la conosciamo finora ed ecco che pensando pensando tutti insieme vengono fuori delle cose che prima da soli non avremmo mai pensato: però e chi l'avrebbe detto!!!!